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Pompa di calore con termosifoni: quando funziona e cosa verificare

Non serve escludere la pompa di calore perché hai i radiatori. Occorre verificare quanto calore richiede ogni stanza e a quale temperatura può riceverlo.

Termosifone in un’abitazione valutata per una pompa di calore
Le immagini di questa guida sono rappresentazioni illustrative generate con IA.

Una pompa di calore può funzionare con i termosifoni, se il sistema riesce a fornire il calore necessario nelle condizioni di progetto e con prestazioni accettabili. La presenza dei radiatori non basta né a escluderla né a confermarne la convenienza.

Prima di sostituire la caldaia servono tre verifiche: dispersioni dell’edificio, resa dei terminali e comportamento della macchina alle temperature effettivamente richieste. Per una casa in Veneto o Friuli-Venezia Giulia, il confronto deve includere anche le condizioni invernali del luogo.

La temperatura di mandata è la domanda centrale

La mandata è la temperatura dell’acqua inviata ai terminali. Un radiatore fornisce una quantità di calore che dipende, tra le altre cose, dalla differenza tra temperatura dell’acqua e temperatura dell’ambiente.

Ridurre la temperatura dell’acqua può migliorare le condizioni di lavoro della pompa di calore, ma riduce anche la resa del radiatore. Occorre quindi verificare se ogni stanza riceve ancora abbastanza calore. La sola temperatura massima raggiungibile dalla macchina non risponde a questa domanda.

La guida ENEA agli impianti di riscaldamento descrive i sistemi di generazione e distribuzione del calore. Prima della sostituzione, il progetto deve considerarli insieme.

Come leggere la resa dei radiatori

Per ciascun terminale servono tipo, dimensioni e dati del produttore, quando reperibili. La potenza dichiarata deve essere riferita alle condizioni di prova e corretta per quelle di progetto.

Come esempio didattico, supponiamo un radiatore da 1.500 W con differenza media acqua-ambiente di 50 °C e un esponente caratteristico ipotizzato pari a 1,3. Con una differenza media di 30 °C, una relazione di correzione del tipo 1.500 × (30/50)^1,3 restituisce circa 772 W.

Il valore non vale per ogni radiatore: esponente, condizioni e metodo devono provenire dalla documentazione del modello o da una verifica professionale. L’esempio mostra perché abbassare la mandata non lascia invariata la potenza del terminale.

Controllo delle condizioni di funzionamento di un radiatore
Temperatura dell’acqua e differenza con l’ambiente modificano la resa del radiatore.

Calcolo stanza per stanza

Una camera con grandi dispersioni può restare critica anche se il resto della casa si scalda. Per questo la verifica deve confrontare fabbisogno e resa di ciascun ambiente, includendo distribuzione e regolazione.

Verifica Possibile decisione
Fabbisogno elevato dell’ambiente Valutare isolamento o riduzione delle dispersioni
Radiatore insufficiente alla mandata prevista Valutare un terminale differente o maggiore superficie
Distribuzione non equilibrata Verificare portate e regolazione
Prestazioni insufficienti alle condizioni fredde Confrontare macchine e configurazioni alternative

Aumentare soltanto la potenza nominale della pompa di calore non corregge tutti i problemi. Un terminale insufficiente o una distribuzione inadeguata devono essere affrontati nel loro punto di origine.

Rilievo del terminale e delle caratteristiche di una stanza
La verifica deve confrontare fabbisogno e potenza disponibile ambiente per ambiente.

Alta temperatura: possibilità e costi energetici

Una macchina che raggiunge temperature elevate può ampliare le opzioni in alcune riqualificazioni. Occorre però leggere potenza disponibile e assorbimento alle condizioni che verranno utilizzate, non solo il massimo dichiarato.

L’efficienza varia con le condizioni di funzionamento, come spiega ENEA nella guida sulle tecnologie di riscaldamento. Il confronto economico deve adottare una prestazione stagionale plausibile del sistema e chiarire l’intervento di eventuali resistenze o generatori di integrazione.

Se l’edificio richiede acqua molto calda per lunghi periodi, può essere utile confrontare interventi sull’involucro, terminali, regolazione e configurazioni differenti. La scelta non deve dipendere soltanto dalla possibilità tecnica di raggiungere una certa temperatura.

Quali consumi aspettarsi

In un esempio semplificato, 12.000 kWh di calore utile richiederebbero 4.000 kWh elettrici con un fattore stagionale del sistema di 3, oppure 4.800 kWh con un fattore di 2,5. Sono ipotesi per capire il calcolo, non stime della tua casa.

Va definito cosa comprende il fattore usato: acqua calda, ausiliari e integrazioni devono essere inclusi o conteggiati separatamente. La spesa dipende poi dal contratto elettrico, dai consumi orari e dall’eventuale autoconsumo solare. Il risparmio non si può ricavare dalla sola sostituzione del nome “caldaia” con “pompa di calore”.

Il fotovoltaico aiuta, ma non corregge un progetto termico debole

L’energia solare può alimentare una quota dei consumi quando è disponibile. In inverno possono però restare prelievi consistenti nelle ore senza sole. La guida all’integrazione tra pompa di calore e fotovoltaico spiega come leggere il bilancio mensile.

Una batteria non rende efficiente una temperatura di mandata poco adatta e non aumenta la resa dei radiatori. Prima di aggiungerla bisogna verificare il sistema termico e il surplus fotovoltaico realmente disponibile.

Cosa chiedere prima della sostituzione

Porta bollette, planimetria, fotografie e dimensioni dei radiatori, temperature normalmente impostate e descrizione degli ambienti più difficili da scaldare. Indica gli interventi edilizi già programmati.

Chiedi un progetto con fabbisogno, condizioni di mandata, terminali, potenze elettriche, acqua calda, spazi e rumorosità della collocazione proposta. Una consulenza energetica può chiarire l’ordine dei lavori; il servizio di pompe di calore VenetaGreen permette di valutare l’intervento sul caso concreto.

Domande frequenti

Devo togliere tutti i termosifoni?

Non necessariamente. Occorre verificare la resa di ciascun terminale alla temperatura prevista e il fabbisogno della stanza.

Una pompa di calore ad alta temperatura conviene sempre con i radiatori?

No. Vanno confrontati prestazioni nelle condizioni reali, consumi, costo e possibili interventi su edificio e terminali.

Posso provare ad abbassare la caldaia per sapere se funzionerà?

Un’osservazione concordata con il tecnico può dare indicazioni, ma non sostituisce il calcolo nelle condizioni di progetto né le verifiche del sistema.

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